616_12 Sul commento all’aumento dell’Iva per prestazioni socio sanitarie delle cooperative - Non solo Confcooperative, ma 5mila soci aderenti alle cooperative sociali nella regione
(Avi News) – Perugia, 16 ott. – “Il parlare cercando di apparire come unico soggetto con il quale interloquire, fornire dati che riguardano tutta la cooperazione sociale, sapendo di rappresentare una parte minoritaria della stessa, non aiuta il processo unitario al quale le centrali cooperative hanno dato vita. Non rafforza, ma indebolisce, le giuste istanze delle cooperative sociali e dei cittadini”. A parlare, in merito al commento di Andrea Fora, presidente di Confcooperative Umbria, sull’aumento dell’iva previsto dalla legge di stabilità per le prestazioni socio sanitarie operate da cooperative sociali, è Adriano Padiglioni. Il presidente dell’Associazione regionale cooperative servizi dell’Umbria (Arcs), aderente a Legacoop Umbria, infatti, ha voluto esprimere il suo dissenso in merito all’”atteggiamento politico” di Andrea Fora che, in seno al suo commento, non ha fatto accenno all’Alleanza delle cooperative sociali italiane (Aci sociali). Coordinamento costituito all’inizio di ottobre da Agci, Confcooperative e Legacoop per creare in Italia un fronte unitario in rappresentanza di tutto il movimento cooperativo e di oltre 9mila tra cooperative sociali e consorzi, con 330mila occupati (di cui 35mila svantaggiati socialmente, 50 per cento dei quali disabili), 5 milioni di assistiti e un impegno della cooperazione nel welfare che supera il 90 per cento nel Paese.
“Nel merito, c’è condivisione – ha continuato Adriano Padiglioni – sulle posizioni espresse dal presidente Fora, ma ci meraviglia che non si faccia alcun cenno all’iniziativa unitaria delle tre centrali cooperative, che si sta sviluppando nei confronti del Governo, e del comunicato congiunto che è stato diffuso qualche giorno fa”. Documento, quest’ultimo, che giungeva, sabato 13 ottobre, direttamente dalla segreteria dell’Alleanza delle cooperative sociali italiane a commento del provvedimento governativo nella legge di stabilità. “Un salasso da oltre mezzo miliardo di euro – commentava Giuseppe Guerini, portavoce dell’Alleanza delle cooperative sociali italiane, nel testo – per Pubblica amministrazione, famiglie e un boomerang per le entrate fiscali”. “Gli effetti - sui legge ancora nel comunicato delle Aci sociali - saranno immediati e devastanti, se l’aumento prospettato dovesse prendere corpo. Salasso immediato, tra meno di tre mesi, per gli enti locali dato che l’aumento scatterebbe dal primo gennaio 2013. I Comuni già sono sotto stress, le Asl sono alle prese con la riduzione del loro budget del 5 per cento per il 2012 e si parla del 10 per cento per il 2013. Di fatto, il taglio di servizi nel 2013 sarà complessivamente del 20 per cento”. Una previsione ripresa da Guerini in un passaggio successivo dello stesso comunicato stampa. “Numeri alla mano – continuava il portavoce –, quest’impennata dell’Iva dal 4 al 10 per cento rappresenta una falsa entrata per le casse dello Stato, non ci sarà un aumento del gettito. Un’entrata boomerang che avrà l’effetto di ridurre i servizi per i cittadini: minore numero di posti nei nidi e negli asili, tagli all’assistenza per disabili, riduzione delle ore di apertura per i centri diurni. L’assistenza domiciliare per i non autosufficiente sarà drasticamente ridotta, così come i posti per gli anziani nelle Rsa. Comuni e Asl dovranno pagare di più, dal momento che saranno chiamati a corrispondere oltre i due terzi dei costi”. “Invece di investire nel welfare e nella cooperazione sociale, che è un volano di crescita occupazionale – si leggeva in chiusura al documento -, come hanno di recente messo in luce anche le istituzioni comunitarie, si rischia di usare la scure sui servizi di assistenza e coesione sociale che invece sono ancor più necessari con la crisi che investe il Paese”.
Maria Cristina Costanza

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